Studiare chitarra pt. II: Che metodo usare?

 

Cchord

Eccoci alla seconda puntata della rubrica su come studiare la chitarra. Oggi parleremo di qual è il metodo più adatto per imparare a suonare: sia che si prenda in mano lo strumento per la prima volta, sia che si abbia già qualche esperienza.

Senza entrare nello specifico, voglio elencare una serie di punti che ogni buon insegnante (o metodo d’insegnamento) non può ignorare, e che un buon studente deve saper riconoscere e applicare:

  • Semplicità. Tutto il materiale di studio dev’essere ordinato in modo da non fare il classico ‘salto più lungo della gamba’: bisogna partire dalla cosa più semplice in assoluto, per poi progredire, mano a mano e con gradualità, verso gli argomenti più difficili. Ad esempio, perché in un’ipotetica prima lezione assegnare le diteggiature di cinque o sei accordi da imparare a memoria, quando si può semplicemente imparare un solo cambio di accordi (il più semplice di tutti), inserendolo già all’interno di un brano? Sembra scontato, ma vi assicuro che quest’errore viene commesso più spesso di quanto si possa pensare.

  • Gradualità. E’ necessario che lo studio non risulti impossibile, né troppo semplice: i miglioramenti derivano anche dal fatto che di lezione in lezione si impari qualcosa di nuovo e la nostra tecnica migliori, senza che ci venga messo davanti un esercizio che si presenta come una montagna impossibile da scalare, o che sia troppo semplice e con contenuti troppo poveri per permetterci di migliorare la nostra tecnica o imparare qualcosa. Bisogna invece seguire la regola del giusto mezzo.

  • Divertimento e disciplina. Ho sempre ritenuto questi due aspetti strettamente legati: un giusto mix di entrambi, infatti, garantisce progressi enormi. Non si può imparare, alla lunga, senza divertirsi e appassionarsi a quel che si suona, né si può imparare senza impartirsi un po’ di disciplina nei momenti di studio. Un buon metodo è in grado di dosarli correttamente per stimolare uno studente senza frustarlo. Un esempio: il divertimento potrebbe consistere nel suonare tutti gli esercizi su una backing track (una traccia senza chitarra) nello stile dei propri beniamini, e la disciplina potrebbe consistere nell’attenzione che si pone nella preparazione dell’esercizio (memorizzazione, studio a metronomo rallentato, controllo dell’impostazione delle mani, etc.)

  • Esemplificazione. Sapere più dettagli possibili su ciò che si impara, e tanto più quando tutto ciò che viene spiegato è nuovo per chi ascolta, è FO-NDA-ME-NTA-LE!!! Per questo non sono d’accordo con chi sostiene che un insegnante preparato è più importante per un percorso avanzato che per un percorso di base. In realtà spesso è esattamente il contrario!! Uno studente forgiato da anni di studio, se affrontato correttamente, avrà già un buon metodo, e per certi versi si gestirà da sé; ma un allievo che sia all’inizio del proprio percorso necessita di un insegnante preparato che sia attento, gli faccia notare ogni errore e risponda correttamente ad ogni suo dubbio. Ricordatevelo quando penserete che per imparare vi basterà farvi dare qualche ‘dritta’ da un amico!

  • Completezza. Tanti anni fa, dopo aver preso varie lezioni, mi accorsi che sapevo suonare decentemente assoli rock di una certa difficoltà ma non sapevo fare correttamente un giro semplicissimo di accordi sulla chitarra acustica!!! Questo è un errore che si commette molto spesso: bisogna che tutte le proprie abilità procedano di pari passo e vengano portate tutte allo stesso livello, senza che nulla di quel che può servirci venga messo da parte!

Per oggi è tutto, alla prossima e buono studio!!!

LORENZO MIRANI